Da settembre 2012 Barz and Hippo ha preso in gestione questo monosala a qualche chilometro dalla stazione di Milano Centrale. La struttura appartiene tutt’ora alla parrocchia, che ha deciso di delegare la gestione della sala, strutturalmente inglobata tra l’oratorio e la chiesa. Era un cinema di profondità, dove i film, prevalentemente di grande pubblico, arrivavano anche 2 mesi dopo la loro uscita. Dopo il passaggio di testimone Monica e Paola, le due socie, hanno continuato per qualche mese la stessa programmazione con risultati non entusiasmanti.

Così iniziano a sperimentare, programmando film di distributori marginali, gli unici che possono permettersi in prima visione perché la concorrenza milanese é spietata e loro sono troppo piccoli. Trovando un pubblico sempre più curioso, da settembre 2013 iniziano a fare una multiprogrammazione (più film proiettati nella stessa giornata). Questo li obbliga a lavorare solo con dei distributori piccoli, che accettano questa prassi boicottata in Italia dai distributori ma molto sviluppata all’estero (vedi la Francia). Oggi il Beltrade proietta 6-7 film diversi al giorno, con proiezioni 7g/7, dalle 12 a mezzanotte. I film restano in media delle 2 alle 4 settimane, con spettacoli “quasi ogni giorno” come scritto sulle belle schede di presentazione disponibili alla cassa.

Quando fai una programmazione esigente c’è il rischio di avere solo un certo pubblico. “Non volevamo diventare un cinema esclusivo” dice Monica. Il luogo in questo caso gli ha dato una mano. “Entrando nel bar [del cinema e della parrocchia allo stesso tempo] tutti tornano bambini. Vogliamo rimanere con questo spirito provinciale”.

Un cinema di quartiere, dove ci si sente a casa, dove non ci sono gerarchie. I programmatori sono spesso in cassa per avere un contatto diretto con gli spettatori. Un pubblico molto eterogeneo: cinefili puri condividono la sala con la gente del quartiere e della parrocchia. Molti giovani.

Un legame forte con i suoi spettatori che si sentono parte di un progetto. La grafica di forte impatto è stata fatta gratuitamente dai Latigre, spettatori-collaboratori. 50 grafici hanno regalato una mostra dal titolo Ci vediamo al Beltrade perché questo cinema “fa cose che ci piacciono”.

La scommessa ad oggi è vinta. Il Beltrade segna un +45% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

❤ Il circolo fotografico Baretto Beltrade organizza delle mostre fotografiche nella hall del cinema (senza farsi scoraggiare del poco spazio disponibile!) (a volte mostre fotografiche a tema cinema anche all’interno della sala)

❤ Collegamenti Skype con i registi (italiani e non). Dopo il film gli spettatori possono porre delle domande

❤ Multiprogrammazione

❤ Grafica riconoscibile

❤ Cine Mamme: spettacoli con luce e suoni adattati ad avere neonati nella sala.

❤ Punto di ritrovo per L’alveare che dice si (vendita di prodotti locali dal produttore al consumatore). Birre artigianali locali disponibili al bar

❤ Tessera Fedeli al Beltrade per tutta la vita: lo spettatore ha il biglietto ridotto e altri vantaggi. Cinema e spettatore si legano “finché morte non ci separi” (costo 99€).

Il Beltrade non viene riconosciuta come sala d’Essai a causa delle regole attuali del Premio d’Essai e Schermi di qualità (e non prende degli incentivi italiani per la programmazione).

La chicca:

“Domenica è venuto uno ragazzo al primo spettacolo alle 13 da Bologna. Ha comprato la tessera, si è visto 4 spettacoli e poi è tornato in treno a Bologna. Questo ti dà la misura della psicopatologia di quelli che vanno al cinema, e della psicopatologia più grave di quelli che ci lavorano” Paola

“Film lovers are sicks people” François Truffaut

2 thoughts on “BELTRADE (MILANO)”

  1. Il cinema Beltrade è un luogo di resistenza umana-uno spazio di realtà di fronte al nulla che avanza. Non preoccupatevi se non fate tanti soldi perché fate cultura che vale e resta. Continuate così e vi sosterremo anche da lontano! Marco

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