Appena fuori dalle mura fiorentine visitiamo il cinema Stensen, monosala gestito da una fondazione privata derivata dall’ordine dei Gesuiti. Il cinema ha una grande tradizione; dagli anni ’70 fino al 2010 è stato un luogo di discussione tra anime sociali e politiche diverse con dei cineforum molto partecipati.

La gestione della sala cambia con il passaggio al digitale; per giustificare economicamente l’impegno importante si decide di diventare una sala di prima visione. Michele, Marika e Andrea ci accolgono con molto disponibilità nei loro uffici e ci spiegano che non è stato facile inserirsi nel mercato. Un film li ha particolarmente aiutati. “Abbiamo chiesto Dio esiste e vive a Bruxelles a maggio per l’uscita a dicembre” racconta Michele, che all’epoca convinse il distributore a organizzare un incontro con l’attore principale anche a Firenze. Con l’unica copia della città e una buona comunicazione, il film fa “sold out” la prima settimana. Il giovane e caparbio staff riuscì a negozziare l’escusiva fiorentina di Dio esiste nelle settimane dopo. Il film restò 9 settimane allo Stensen che si fece così notare per il suo lavoro sull’essai a livello nazionale.

La sala fa una multiprogrammazione, proponendo sempre un minimo di 3 film a settimana. Da fine 2012 gli orari giornalieri sono diversi e il pubblico si è abituato in un paio di mesi. “Non vogliamo essere statici e vogliamo adattare le nostre esigenze ai bisogni degli spettatori e non il contrario” ci spiega Michele.

Un pubblico molto esigente. La Fondazione Stensen organizza conferenze su temi scientifici e filosofici di grande livello che attira un pubblico di cultura medio-alta che poi ritorna in sala per la programmazione ordinaria.

All’ingresso una grande bar libreria ci colpisce immediatamente. Decorato e luminoso, è ben visibile dalla strada ed ha una clientela anche esterna al cinema. Con prodotti fatti in casa o artigianali fa eco al desiderio di “svecchiare” la cultura di cui parlavamo con Marika. Nella sala, moderna e funzionale ai convegni, il mix di colori delle poltrone rende bene il dinamismo del luogo. I posti “doppi” sono disponibili per i più romantici (o i più ritardatari!).

Una grande attenzione è data alla comunicazione, cercando di coinvolgere associazioni quando un film affronta temi particolari. Marika cerca di creare delle iniziative che vadano oltre lo schermo. Per Rams – storia di due fratelli e otto pecore gli spettatori gareggiavano con il loro biglietto ad un lotteria particolare: il vincitore adottava per un anno una pecora sarda! Pecorini e lana sono andati al vincitore e l’originalità del progetto ha attivato il passaparola. Delle gite alla fattoria sono state messa in palio per le proiezioni di film per la famiglia non mainstream legati a tematiche ambientali.

Dei corsi di cinema sono organizzati periodicamente in una saletta multimediale di 50 posti (pubblico dai 20 anni ai over 65). La stessa sala è utilizzata per laboratori innovativi sulla cultura con enti esterni. Il cinema è chiuso dal 15 giugno sino ai primi di settembre, in attesa dei prossimi interventi per l’aria condizionata.

❤ multiprogrammazione

❤ molti incontri con registi

❤ spazio di aggregazione con cinema, bar e libreria

❤ corsi di cinema periodici

❤ marketing originale

❤ proiezioni in carcere: anche con film in anteprima (Io, Daniel Blake), agganciandosi alla Mediateca Toscana che già lo faceva.

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