A Santarcangelo di Romagna visitiamo il SuperCinema, nome storico di questa sala che “ripercorre un po’ la Storia d’Italia” come ci spiega Roberto Naccari. Costruita nel 1935 in stile razionalista, è stata poi Casa del popolo, cinema parrocchiale e infine venduta al comune. Il quale decide di darla in gestione tramite un bando. Un gruppo di 5 amici (con una grande esperienza nell’organizzazione teatrale ma non nell’esercizio) costituiscono l’associazione Dogville e vincono il bando.

Le due sale vengono intitolate in omaggio a due artisti con cui Tonino Guerra (nato a Santarcangelo) aveva collaborato: Antonioni e Wenders. Se la più grande, la sala Antonioni, era già digitalizzata nel gennaio 2014, per problemi economici non si è potuto digitalizzare la sala Wenders.

Al posto di vedere un problema il team vede una sfida. Si decide di programmare dei prodotti più di nicchia (con distributori disponibili a fornire i blue-ray, come alla Terza Sala del Postmodernissimo) soprattutto documentari. Per promuovere queste opere il giornale locale “Corriere Romagna” tiene un redazionale ad hoc su questi film e ai propri lettori offre posti omaggio (i primi 10) se portano il coupon del giornale in cassa. Si accorgono che con i doc sull’arte la risposta è molto positiva ed il pubblico è più giovane. Per esempio fanno il record italiano di presenze in sala per il documentario Bansky does New York. La sala è stata infine digitalizzata nel novembre 2016 ma si tiene ancora oggi un’attenzione particolare per il documentario e la produzione indipendente.

Con la gestione Dogville il Supercinema è passato da 3 a 7 giorni d’apertura. Roberto cura la programmazione delle due sale mentre un team di giovani ragazzi e ragazze gestiscono l’apertura e la biglietteria del cinema. Un’altra figura si occupa della comunicazione e promozione del cinema oltre che del coordinamento del team di lavoro.

Roberto, che per lavoro organizza eventi teatrali, ci spiega di come la negoziazione dei film con le agenzie a volte gli sembri assurda. Con un modo di lavorare esterno all’ambiente ci sembra sia riuscito ad ottenere dei risultati difficili in altre sale. Per esempio da giovedì alla domenica programma due film in prima visione (alla prima o seconda settimana), senza però rinunciare a 2 film per famiglie la domenica pomeriggio. Nella maggior parte dei casi passa; se un distributore non vuole accettare che il suo film prenda una proiezione pomeridiana Roberto preferisce cambiare film. Perché “una sala piccola deve umanizzarsi” e non bisogna cambiare le abitudini del pubblico a causa di un distributore.

Il lunedì invece, se possibile, si propongono gli stessi film in VO. Al martedì e al mercoledì ci sono delle riprese (con più di 4 settimane). Questo garantisce 3 film a sala per settimana, ampliano l’offerta. I 18.000 biglietti venduti nel 2016 (apertura 9 mesi su 12) sono probabilmente un punto di partenza (il cinema è in crescita anche quest’anno).

Tu lavori con il tuo pubblico, poi fai degli eventi ogni tanto per ampliare” ci spiega Roberto. Questo ci fa ben capire l’idea di festa che questo cinema ha. In aggiunta ai concerti più o meno canonici (“Siamo arrivati ad organizzare un capodanno sul palco con discoteca” ride Roberto) ogni anno festeggiano il compleanno del cinema (ingresso a offerta libera) oppure la Giornata Europea del Cinema D’autore. Per quest’ultima hanno proiettato film dalle 10:30 di mattina fino alla sera; gli spettatori con lo stesso biglietto potevano vedere quanti film volevano. Oltre ai film in programmazione, sono stati riproposti dei film della Cineteca di Bologna che erano già in catalogo (quindi a percentuale) e negoziati dei 4 film a forfait con Lab80. Una proposta coraggiosa, economicamente in perdita ma che porta in sala un nuovo pubblico, la comunica in modo festoso e gli dà visibilità.

Altri eventi sono in collaborazioni con le associazioni culturali locali. Quando degli artisti sono in residenza in città (spesso per l’importante festival teatrale Santarcangelo dei Teatri) vengono proiettati dei loro film/progetti oppure gli viene data Carta Bianca, per proiettare un film che hanno amato. In più, come al cinema Tiberio, adesione alle rassegne della FICE Emilia-Romagna (Cinema Restaurato, Accadde Domani, Doc in tour e Riusciranno i nostri eroi).

Torniamo alla struttura. Le due sale sono state create “spezzando” un’unica grande sala. La platea (206) è diventata la grande sala, utilizzabile per concerti e teatro. Mentre dalla galleria si è ricavata una sala comunque capiente (106 posti). Qui si tengono in parte anche i corsi di sceneggiatura, linguaggio cinematografico o psicanalisi filmica (tenuti da soci di Dogville o da docenti esterni) che si svolgono al pomeriggio o alla sera.

All’ingresso, i muri della hall sono piene di citazioni cinematografiche scelte dai soci dell’associazione. Per il prossimo muro si vuole chiedere al pubblico di suggerire delle citazioni sul cinema o di cineasti famosi, in modo da rendere gli spettatori più legati alla sala.

Una multiprogrammazione intelligente (film in prima visione senza rinunciare ai film per famiglia alla domenica pomeriggio)

Una sala festosa (compleanni del cinema, Giornata Europea del Cinema d’autore)

Mix di dipendenti e volontari

Corsi di cinema e altre discipline in sala

Decorazione con scritte a mano nella hall (coerenti con l’idea di umanizzare lo spazio)

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