Dopo la visita alla Sala Truffaut, continuiamo la nostra spedizione a Modena visitando il Filmstudio 7B. La sala si trova vicino alla stazione ed è di proprietà del dopolavoro ferroviario. Proprio al bar del dopolavoro beviamo un caffè con Francesco, Nicola e Stefano che ci accolgono con grande simpatia.

“7B” viene da SetteBello, il treno più famoso degli anni ‘50. La programmazione in prima visione è d’autore. La rassegna più importante del 7B è “Il cinema Invisibile”. Come dice la tag-line, si tratta di film recuperati dalla censura del mercato che non sono usciti nelle sale di Modena e che loro ripropongono con un appuntamento settimanale per gli spettatori più curiosi (i film sono presentati da curate schede critiche).

Il cinema è gestito da un circolo Arci ma con una licenza commerciale, per cui non è obbligatorio alcun tesseramento. Lo zoccolo duro di spettatori si è creato negli anni ’80 e ora ci si pone il problema di recuperare le nuove generazioni. Per attirare gli under 30 si è lavorato sui social. Nicola ci spiega che nella sua idea la pagina Facebook non deve solo pubblicizzare (trailer, orari e qualche frase attrattiva) ma proporre dei contenuti aggiuntivi. Li recupera anche dalle pagine dei distributori (con backstage, curiosità, interviste sui film in uscita). Si condividono articoli di critica cercando di costruire una comunità on-line del cinema, come fa l’Edison di Parma. Da lunedì a venerdì il prezzo per gli under 30 è di 5€ (6€ per tutti il giovedì, con l’uscita di nuovi film).

Francesco ci spiega che il rapporto con il pubblico è informale e così si chiede spesso allo spettatore in uscita dalla sala la sua opinione sul film. Come al Cinema Mexico, si vuole sentire direttamente gli umori del pubblico.

Lo staff riconosce di lavorare in un quartiere difficile (come spesso i quartieri vicino alla stazione) e riconosce l’importanza di avere un luogo di aggregazione aperto la sera. Per dinamizzare e rendere più sicuro il quartiere (come al Cinema dei Piccoli o al Postmodernissimo). Anche se affermano di non aver mai avuto problemi per la sicurezza dei loro spettatori.

❤  Programmazione in prima visione in un quartiere difficile

❤  Politica aggressiva sui social

❤  Rassegna sui film “invisibili”

❤ Cinema come spazio aggregativo in un quartiere difficile

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