La sala Truffaut si trova nel centro storico di Modena ed è gestita dall’Associazione Circuito Cinema, da non confondere con l’omonimo e più recente Circuito Cinema nazionale. All’interno dell’associazione troviamo anche il Filmstudio 7b e il Supercinema Estivo. Alberto e Serena ci accolgono nei loro uffici e ci spiegano l’attività di questo circolo dove si programmano prime visioni e rassegne.

Tecnicamente una sala italiana viene considerata d’Essai quando supera una determinata percentuale di proiezioni di film, appunto, d’essai. E’ il Ministero che dona un giudizio sui film. Per molti anni (prima della nuova riforma entrata in vigore quest’anno) una grande parte dei film italiani erano considerati d’essai, anche se non tutti erano innovatori (“essai” = prova, esperimento in francese). Per la cronaca molte sale UCI prendono dei contributi d’Essai (clicca qui per vedere gli ultimi finanziamenti).

Dire dunque che il Truffaut -come altre sale visitate- è una “sala d’essai”, è un po’ riduttivo. I film di prima visione e nelle rassegne sono spesso più ricercati rispetto ai parametri del Ministero.

Uno spazio importante nella programmazione di questo cinema lo hanno le rassegne, tematiche o monografiche su autori più o meno conosciuti (Linch, Garrone ma anche Corso Salani o Paolo Benvenuti). Per gli autori italiani le rassegne sono l’occasione anche di presentare dei libri critici pubblicati dallo staff, tramite il sostegno di fondazioni bancarie. I libri sono in vendita alla cassa del cinema. Inoltre, sempre per arricchire le rassegne monografiche, si organizzano da più di 20 anni delle mostre: per la rassegna su Garrone, una mostra dal titolo Gomorra è stata allestita in sala.

“Siamo inseriti nel programma culturale della città” ci racconta Alberto. Dalla prima edizione dell’importante FestivalFilosofia (tra Modena, Carpi e Sassuolo) curano una rassegna di film a tema. Durante l’edizione 2017 il writer Eron ha realizzato un wall painting su un muro del Palazzo Santa Chiara dove la sala Truffaut si colloca. La parete si è trasformata in un mezzo tempio con una grande colomba. Come dice Eron “un monumento alla pace spezzato a metà come spunto di riflessione sulla nostra epoca”. Altri frutti di collaborazioni con realtà eterogenee sono i festival Via Emilia Doc Fest, riflettore sul documentario in città e MAT, festival sulla salute mentale. Queste iniziative stimolano lo staff del Truffaut e gli permettono inoltre di raggiunge un nuovo pubblico.

Rassegne e Festival. La varietà di titoli e le proposte inusuali portano a fidelizzare molto gli spettatori, che vengono anche più volte alla settimana. La tessera per accedere alla sala (3€) ha validità di un anno; il pacchetto di 10 ingressi (25€) non è nominale.

In questo Giro abbiamo potuto notare che l’Emilia-Romagna è molto ricca di cinema dinamici, sostenuti a volte dalle amministrazioni locali. L’Edison di Parma, la Cineteca di Bologna, il Rosebud di Reggio Emilia, … tra di loro esiste una rete informale che collabora per diverse iniziative.

Grazie ad un investimento sul sito, newsletter e social negli ultimi anni si è incrementato il pubblico under 30. Concludendo Serena ci spiega che il pubblico sta svecchiando e i due target maggioritari sono i 25-35 anni e gli over 65, con una maggioranza di donne.

❤ Rassegne monografiche impreziosite da altri eventi (pubblicazione di libri, mostre)

❤ Molte collaborazioni con i festival cittadini

❤ A metà tra un cineclub e un cinema di prima visione

❤ Collaborazioni con altri cinema della regione

La chicca:

Il gufetto simbolo del Truffaut assomiglia un poco a quello di Trip Advisor. Anche qui Alberto e Serena ci spiegano che sono arrivati prima loro!

Foto Wall Painting di Eron di GianPaoloTurrini

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