Per la seconda tappa del Giro passiamo per Sesto S. Giovanni, comune ex-industriale fuori Milano. Nella zona l’offerta culturale non è molta e il Rondinella, riaperto una ventina di anni fa, è rimasto l’unico monosala della città (80.000 abitanti!). Chiacchieriamo con Giuseppe, operatore culturale e dipendente del cinema, seduti sulle comode poltrone della grande sala, che conta 350 posti al pian terreno e 134 posti in galleria. L’edificio, di proprietà dei Salesiani, è caratterizzato da un’originale facciata esterna a colonne blu e gialle immediatamente riconoscibile.

La programmazione prevede nel week-end film d’essai in prima visione. Inoltre, al sabato pomeriggio, per i bambini Un cinema per amico, film a tema con schede introduttive e spazio per disegni (i migliori disegni sono esposti e, ad estrazione, vincono abbonamenti gratuiti al cinema).

Sono organizzate in settimana varie rassegne, precedute spesso da una presentazione del team. Il legame con la comunità si riflette sull’offerta del cinema. Cinefestival Rondinella al lunedì propone film provenienti e premiati nei maggiori festival mondiali con la votazione del pubblico al termine della proiezione. A fine rassegna viene pubblicata la classifica e tra i votanti vengono sorteggiati abbonamenti gratuiti. Ogni mercoledì c’è Pomeriggi al Cinema, una proiezione seguita da merenda con tè e biscotti, popolare soprattutto tra gli anziani del territorio. Un giovedì al mese invece, con Cinemamme a Sesto, il Rondinella apre le porte ai neogenitori, che scelgono in anticipo il film tra una lista proposta dal team, e ai loro neonati (0-18 mesi); si metteno a disposizione fasciatoi e si adatta la sala (luci diffuse, entrate per passeggini, …). Su questa attività “non abbiamo grandi numeri ma abbiamo grandi soddisfazioni”, afferma Giuseppe. Il cinema è attivo anche sul fronte scuole, in collaborazione con gli insegnanti referenti per la materia e che si propone di “esplorare nuove forme di fruizione oltre la sola visione in sala”.

Altro legame stretto con la città il Labour Film Festival, che si svolge in autunno. La rassegna dura un mese (4 giorni a settimana) e vengono proiettati corti, documentari e lungometraggi, con incontri e presentazioni a tema lavoro. Un argomento non casuale: dagli anni ’90 Sesto ha vissuto una profonda de-industrializzazione, lasciando la città priva di un suo elemento identitario. È l’occasione anche per proiettare parte del materiale audiovisivo d’archivio, che mostra la vita all’interno e all’esterno delle fabbriche.

Giuseppe ci racconta che a livello operativo la gestione è affidata ad una cooperativa (della quale è dipendente insieme ad altre 2 persone) mentre le linee guida e strategiche sono compito di un’associazione culturale, che vanta circa 50 volontari. Spesso pensionati, sia di sesso maschile che femminile, i volontari gestiscono autonomamente l’apertura ordinaria del cinema (3 volontari). I dipendenti si occupano invece di programmazione, animazioni (rassegna, festival, scuole), bandistica, comunicazione. Insomma, tutte le parti un po’ più delicate, che necessitano di una professionalità maggiore. I volontari sono sia cinefili sia persone interessate a sostenere questo “spazio culturale e sociale”.

Desiderosi di un confronto intergenerazionale, il cinema ha deciso di ospitare, durante quest’ultimo anno scolastico, 2 studenti di quarta liceo con alternanza scuola-lavoro (80 ore). “Non gli abbiamo fatto fare solo lavoro di segreteria” ci spiega Giuseppe, ma anche selezionare del materiale per la prossima edizione del Festival e presentare alcuni film al pubblico durante la settimana.

Il Rondinella è un forte presidio culturale a Sesto: ciò che conta per questo cinema è avere un’identità chiara e coerente, ed intercettare i bisogni e i gusti della comunità.

🍑 Immagine forte e radicata nel territorio

🍑 Gestione dipendenti-volontari ben strutturata

🍑 Voglia di coinvolgere le nuove generazioni (Alternanza scuola-lavoro)

🍑 Sala comoda, accogliente, climatizzata

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